La tristezza di certe melodie che nascono in testa nei giorni dell'abbandono. Ore infinite. Come le parole catturate dalla bocca sbagliata, diventano esplosivo. Luci etiliche. Sguardo di spugna a incollare sillabe rubate alle notti bucate dagli spari. Orgia di ladri e ipocriti. La stessa maschera a rappresentare una scena di verità e bugia. Contemporaneamente. Senza mai poter scoprire quel viso. Nudo. A tremare di vita. Giureresti di non aver mai mentito. Provo a urlare, ma tu non vuoi svegliarti. La scia di benzina per ritrovare la tua immobile corsa verso il paradiso. Artificiale. Ritmo ossessivo di scuse stordite. Disgusto. L'ultimo odore che ricordo, quello dell'erba bagnata. Onde violente a trascinarci via. Pesi insostenibili. Quel desiderio di mare come purificazione. Distacco, silenzio e noia.
La verità che ti spaventa per me è necessaria.
La verità mi è necessaria.
(Amise mi suggerisce qualcosa. Piano.)
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